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Lesbian Visibility Week: La L della Comunità LGBTQIA+






Nel vasto panorama delle relazioni umane, l’amore tra donne lesbiche rappresenta una tessera preziosa e vibrante della comunità LGBTQIA+. È un viaggio fatto di intimità, di ostacoli ancora da superare, di sfide già affrontate e di vittorie celebrate. Attraverso le loro storie, emerge un mondo ricco di diversità, di coraggio e di connessioni profonde. In questo articolo, in occasione della Lesbian Visibility Week 2024, esploreremo insieme le sfumature, le gioie e le lotte della comunità LGBTQIA+ nell’esaltare l’amore come sentimento puro ed universale.



Coppia lesbica si rilassa sull'erba, simboleggiando l'importanza della LGBTQIA+ community




In Breve


  • Nel mondo attuale, in cui stimare una quantità precisa di persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ è difficile, perché sono ancora troppi i Paesi dove essere gay è illegale, è fondamentale realizzare eventi come la Lesbian Visibility Week.

  • Al tempo stesso, è importante educare e sensibilizzare se stessə e gli altri sulla storia, le sfide e i successi della comunità LGBTQIA+, diffondere consapevolezza su questioni rilevanti, promuovere l’inclusione, utilizzare i social media per divulgare messaggi di positività, gentilezza, rispetto, combattere la discriminazione e l’omofobia.

  • Anche per chi agisce nel settore del beauty è possibile dare il proprio contributo per appoggiare la comunità LGBTQIA+, abbattendo una serie di errati stereotipi (ad esempio, donne lesbiche rappresentate come uomini) e concentrandosi sulla produzione di cosmetici gender neutral per sostenere veramente la causa e non come strategia di marketing, per incrementare le vendite e trarne dei vantaggi economici.



Che Cos'è la Lesbian Visibility Week?



La Lesbian Visibility Week è l’espressione utilizzata per celebrare la Settimana della Visibilità Lesbica. La Lesbian Visibility Week è un evento annuale che si tiene principalmente negli Stati Uniti e nel Regno Unito, mirato a sensibilizzare riguardo alle donne lesbiche e alle loro problematiche e sfide. L'evento ha avuto origine a Los Angeles nel 1990 e si è protratto fino al 1992. La motivazione è rimasta costante: le donne lesbiche erano frustrate dalla loro "invisibilità da parte dell’America etero" e dall'attenzione sproporzionata rivolta agli uomini gay rispetto alle lesbiche (Parade, 2024).


Dopo il 1992, la celebrazione si è affievolita fino alla creazione del International Lesbian Visibility Day nel 2008. Tuttavia, solo nel 2020 è ripresa una settimana intera dedicata alla visibilità. Linda Riley, editrice della rivista DIVA Magazine, un importante media LGBTQIA+ in Europa e nel Regno Unito, ha ritenuto che un solo giorno di celebrazione fosse "semplicemente insufficiente" (Stonewall, 2021). Mossa da questa convinzione, ha dato il via alla Lesbian Visibility Week, ottenendo il sostegno di diverse organizzazioni britanniche e internazionali, tra cui GLAAD, Stonewall, Kaleidoscope Trust, UK Black Pride, Albert Kennedy Trust, LGBT Foundation, Mermaids, e la Peter Tatchell Foundation.


L’obiettivo è quello di esaltare il potere della sorellanza attraverso il racconto delle vite di incredibili donne appartenenti alla LGBTQIA+, nella speranza di creare un’unica grande comunità e famiglia per persone di ogni età e di ogni paese.

La Lesbian Visibility Week viene festeggiata ogni anno nel mese di aprile e nel 2024 cade dal 22 al 28 aprile.


Tale ricorrenza rappresenta tuttora un enorme tabù che porta a dividere ulteriormente coloro che hanno una mente più aperta da chi, invece, continua a rimanere ancorato al passato e ad idee che non procedono di pari passo con i tempi.


Per via di tale situazione, eventi ed iniziative in occasione della Lesbian Visibility Week sono (purtroppo) limitati a piccole parate, raduni, articoli e post per far conoscere sempre di più la suddetta realtà, normalizzare ogni forma di amore e comunicare messaggi di solidarietà ed inclusione…la cosa più importante è trattare il prossimo come un essere umano, a prescindere da età, colore della pelle, religione, genere o orientamento sessuale (Lesbian Visibility Week)!



Donne lesbiche innamorate rappresentano affetto nella comunità LGBTQIA+


Come Si Può Sostenere la Lesbian Visibility Week?


Sostenere le Lesbian Visibility Week è relativamente facile: non si chiedono né donazioni né di partecipare a raduni o parate. Appoggiare la LGBTQIA+ significa saper aprire la propria mente, accettare ed includere qualsiasi altra persona in quanto tale.

  • Educa e sensibilizza te stessə e gli altri sulla storia, le sfide e i successi della comunità lesbica, diffondi consapevolezza su questioni importanti, come i diritti LGBTQIA+, l’uguaglianza matrimoniale e la discriminazione.

  • Promuovi l’inclusione sul posto di lavoro, creando un ambiente accogliente ed ospitale per tuttə, assicurandoti, sia in qualità di dipendente sia di datore di lavoro, che le politiche aziendali siano rispettose dell’orientamento sessuale di chiunque e combattendo ogni forma di discriminazione.

  • Utilizza i social media per divulgare messaggi di positività, gentilezza, rispetto, accettazione, self-confidence e solidarietà, per ascoltare e condividere storie, informazioni e risorse che esaltino l’uguaglianza e il sostegno alla comunità lesbica.

  • Riconosci e combatti la discriminazione: sfida l’omofobia, la lesbofobia e la discriminazione ovunque tu la incontri, a maggior ragione se la vedi applicata su un’amica. 

  • Promuovi la salute e il benessere: parla apertamente e “smonta” i pregiudizi, cercando di alzare l’autostima ed essere un aiuto sempre migliore.


La Comunità LGBTQIA+ nel Mondo


La Lesbian Visibility Week è una ricorrenza pressoché relegata a Inghilterra e Stati Uniti ed è quindi poco diffusa nel resto del mondo. Scrivendo questo articolo, sono stata spiacevolmente sorpresa dalla mancanza di dati ufficiali inerenti al numero effettivo di donne lesbiche nel mondo. La maggior parte di dati e statistiche riguarda l’intera comunità LGBTQIA+, ma anche questi non sono sicuri, dal momento che moltə preferiscono evitare il coming-out per le ragioni più svariate.


Una di queste è sicuramente legata al fatto che troppi sono ancora i Paesi in cui la comunità LGBTQIA+ non viene accettata. 70 sono addirittura quelle nazioni dove appartenere alla suddetta comunità è illegale. Più precisamente, in realtà quali Nigeria, India, Marocco, Camerun e Burundi le persone omosessuali vengono punite con numerosi anni di prigionia, fino ad arrivare all’ergastolo come in Brunei e Qatar.


La situazione si fa più grave in quegli Stati in cui vigono leggi che colpiscono l’”omofilia” anche come forma di reato d’opinione e, proprio qui, tutto ciò viene condannato con la pena capitale. Praticamente, in Pakistan, Mauritania, Yemen e negli Emirati Arabi essere omosessuali è posto sullo stesso livello del commettere un omicidio (Gay.it, 2020). 


Anche le statistiche parlano chiaro: se in un mondo più moderno ed accogliente come gli Stati Uniti, nel 2023 si contavano 13,9 milioni di adulti appartenenti alla comunità LGBTQIA+, pari al 5,5% della popolazione totale del Paese (UCLA, 2023), sul Pakistan non esistono dati ufficiali. Si sa solamente che l’87% della popolazione non è affatto tollerante verso tutte quelle forme di amore diverse dal  rapporto eterosessuale (Pew Research Center, 2013).


Infatti, si presuppone che in una città delle dimensioni di Wajid, che conta circa 20 milioni di abitanti, più di 50mila sarebbero omosessuali. Nulla, però, è certo! L’assenza di numeri effettivi è causata, da un lato, dal fatto che l’omosessualità sia in netta contrapposizione con quei valori morali professati dalla religione, la quale occupa una posizione privilegiata nella vita di ciascuno; dall’altro lato, ribadiamo che qui l’omosessualità è illegale e punita con la morte… la maggior parte delle persone preferisce salvarsi la pelle e mantenere il segreto sul proprio orientamento.


Paradossalmente, l’essere transgender è più accettato per via di un’antica leggenda reale: si racconta che la popolazione transgender pakistana venisse utilizzata come servitori delle famiglie reali degli imperatori musulmani nel XVIII e XIX secolo, poiché non si correva il rischio che regine e principesse ricevessero avances indesiderate.


Al contrario, il lesbismo è l’orientamento sessuale più impegnativo: in una società dominata dagli uomini, la libertà per le donne è già estremamente limitata…possiamo solo immaginarci gli ostacoli vissuti da donne che amano altre donne (Equal Times, 2014).



Vari Approcci alla Lesbian Visibility Week


Le opinioni sulle iniziative come la Lesbian Visibility Week variano ampiamente tra le persone non appartenenti alla comunità LGBTQIA+, fortemente influenzate da fattori quali il contesto culturale in cui vivono, l’educazione ricevuta, le convinzioni personali date dalla propria apertura mentale, l’interesse e la curiosità a conoscere altre espressioni d’amore, la vicinanza a persone con esperienze strettamente correlate alla comunità LGBTQIA+.


Molti individui esterni alla suddetta comunità vedono la Lesbian Visibility Week come un’opportunità importante per mostrare supporto e solidarietà. Riconoscono che queste iniziative possono giocare un ruolo cruciale nella lotta contro la discriminazione, nell’aumento della self-confidence e della consapevolezza e nell’incoraggiare l’accettazione e l’inclusione delle donne lesbiche e di altre minoranze sessuali. Ci sono individui che, pur non facendo parte della comunità LGBTQIA+, vedono la Lesbian Visibility Week come una ricorrenza utile per imparare di più sulla vita, sulle sfide e sui successi delle persone lesbiche. Questo può portare a un maggior impegno e comprensione delle questioni LGBTQIA+.


Al tempo stesso, esistono individui privi di opinioni forti sull’argomento o che, peggio, ritengono tali iniziative insignificanti ed irrilevanti: questa indifferenza può derivare da una mancanza di conoscenza o interesse riguardo alle questioni LGBTQIA+ o dal credere che non li tocchino direttamente e, di conseguenza, non influenzino o cambino la loro esistenza.


A tutto ciò, si aggiungono coloro che si oppongono radicalmente per motivi personali, religiosi o ideologici, ritenendo che eventi, quali la Lesbian Visibility Week, entrino in contrasto con le loro convinzioni o promuovano valori che non condividono.

Il vero progresso sarebbe, a mio parere, riuscire a normalizzare le diversità: pur riconoscendo l’importanza della visibilità per le minoranze sessuali, si dovrebbe mirare a una società in cui l’orientamento sessuale o l’identità di genere non siano più motivo di discriminazione né necessitino di visibilità speciale, poiché tuttə saranno accettatə e trattatə equamente e con rispetto.



Stereotipi e Pregiudizi sulle Donne Lesbiche


Ogni giorno vediamo in rete, alla TV, sui social media ragazzi e ragazze perfettə: sebbene oggi, fortunatamente, si stia provando ad abbattere gli standard di bellezza tradizionali, purtroppo continuano a sussistere dei canoni estetici che toccano sia la figura maschile sia quella femminile. Anche sulle donne lesbiche non mancano stereotipi estetici, che rappresentano il risultato di pregiudizi e semplificazioni e possono variare ampiamente a seconda della cultura e del contesto sociale. Tuttavia, esistono alcuni stereotipi comuni che sono diffusi nei media e nella percezione popolare. Partendo dalla realtà a me vicina (l’Italia), in primis, c’è l’errato pregiudizio secondo cui tutte le donne lesbiche siano mascoline nell’aspetto e nel comportamento: indosserebbero un abbigliamento tradizionalmente maschile, porterebbero i capelli corti e praticherebbero sport o attività considerate maschili. Questa generalizzazione ignora la vasta gamma di espressioni di genere presenti nella comunità lesbica e porta, in maniera sbagliata, ad uniformare tutte le donne lesbiche, senza tener conto della diversità individuale: prima che donne lesbiche, sono persone, con gusti e stili personali unici.



Coppia lesbica in un campo di fiori, amandosi e sensibilizzando sul tema dell'amore tra donne lesbiche

Inoltre, lo stereotipo in base al quale si crede che le donne lesbiche non possano essere femminili o che quelle che appaiono femminili siano meno visibili o non vengano prese sul serio nella loro identità sessuale fa sì che si sviluppi realmente una sorta di "invisibilità lesbica", dove le donne che non si conformano alla suddetta estetica mascolina sono meno riconosciute come parte della comunità LGBTQIA+.


È doveroso sfidare e riflettere criticamente su questi stereotipi: le identità e le espressioni delle donne lesbiche sono variegate e complesse, e ridurle a cliché non rende giustizia alla ricchezza delle esperienze umane; promuovere la visibilità e la comprensione attraverso storie e rappresentazioni autentiche sui media e nella società può aiutare a sfatare dei falsi miti legati alla fisicità.


Rappresentazione delle Donne Lesbiche nel Settore Cosmetico


Ogni anno, per il Pride Month, vengono avviate numerose campagne di prodotti cosmetici per celebrare e sostenere la comunità LGBTQIA+. Una delle parole maggiormente utilizzate in queste campagne è “neutralità di genere”. Ma tale buzzword può effettivamente rappresentare un passo avanti?


I consumatori si dividono nel dare una risposta, ma a predominare sarebbero coloro che risponderebbero con un NO secco. E i dati parlano chiaro: i contenuti di bellezza “neutri rispetto al genere” degli influencer sono aumentati del 35% nell’ultimo anno, ma il coinvolgimento è diminuito del 9% (Vogue, 2021).


Ciò sarebbe dovuto al fatto che espressioni, quali “neutralità”, siano eccessivamente vaghe e superficiali: non bastano boccette di profumo con i colori dell’arcobaleno, né tantomeno confezioni in cui si intrecciano i simboli dell’identità di genere. I consumatori apprezzano i marchi che sostengono questioni di giustizia sociale: secondo Edelman, circa l’86% dei consumatori in tutto il mondo afferma di aspettarsi che gli amministratori delegati parlino apertamente di questioni come la discriminazione.


Ma l’accettazione globale delle persone LGBTQIA+ rimane una sfida: solo un terzo delle aziende ha un approccio chiaro, documentato e pienamente implementato alla diversità e all’inclusione, secondo un report fatto da WARC su oltre 1.000 esperti di marketing a livello globale. Alcuni attivisti vorrebbero una posizione più ferma e proattiva da parte dei brand, che dovrebbero trasmettere il loro messaggio a livello globale, anche in luoghi in cui è visto come controverso. Gli sforzi di troppi marchi non sembrano sinceri, ma piuttosto spinti da semplici ragioni di mercato: l’impressione è che i beauty brand tendano a realizzare prodotti gender neutral più per ragioni di convenienza, di vendita. Il coinvolgimento dei membri LGBTQIA+ nel processo aiuta enormemente (Vogue, 2021).


Giusto per fare un esempio, uno dei brand che sposa la causa nella maniera più “pura” è Non Gender Specific, il quale punta alla sostenibilità (realizzando cosmetici vegan, cruelty free, privi di allergeni) e all’inclusività, dimenticando totalmente le norme tradizionali in termini di beauty e offrendo prodotti cosmetici che siano genderless, adatti a chiunque.


Proprio per questa ragione, Non Gender Specific ha ricevuto, negli ultimi 3 anni, numerosi riconoscimenti, tra cui, nel 2023, quello per la “Best Gender Neutral Fragrance”. La loro inclusività (evidente anche semplicemente scorrendo i post presenti sul profilo Instagram) è stata apprezzata sia da riviste come Vogue ed Elle sia da rivenditori di spessore nell’ambito della neutralità di genere, quali Free People e Fenwick



Influencer e Attiviste Lesbiche


Devo ammettere che per me questo articolo è stato più che mai difficile: dietro ogni pubblicazione c’è per noi autori un importante lavoro di ricerca di fonti e testimonianze. Tuttavia, per quanto la comunità LGBTQIA+ sia all’ordine del giorno, mancano totalmente dati, statistiche ed informazioni certe. L’impressione è che ci sia ancora un enorme tabù a riguardo.


Fortunatamente, i social media qui entrano in gioco positivamente, diventando una piattaforma in cui (seppur consapevoli della presenza di haters) è possibile parlare apertamente della propria sessualità. Il vantaggio è duplice: da un lato, chi si racconta può acquisire più sicurezza, autostima e consapevolezza di sé; dall’altro, i follower si possono trovare di fronte dei modelli da cui prendere ispirazione.


Partendo da questo presupposto, vi propongo alcune influencer che parlano apertamente del loro essere delle donne lesbiche.


Prima fra tutte è Kai Mata, musicista ed attivista che lotta per i diritti delle donne lesbiche nel suo Paese d’origine, l’Indonesia, nazione ancora poco tollerante verso la comunità LGBTQIA+. Considerata la prima musicista dichiaratamente lesbica in Indonesia, cerca, grazie ai testi delle sue canzoni, di coltivare l’empatia ed accrescere la consapevolezza riguardo alla mancanza di diritti in Indonesia per la comunità LGBTQIA+.

In America, per l’esattezza a New York, abbiamo, invece, The Lipstick Lesbians, una coppia sposata di donne, che, grazie alle loro rispettive professioni (Alexis è una sviluppatrice di prodotti cosmetici, Christina un’educatrice), stanno provando a diffondere un nuovo modo di usare il makeup, cioè l’idea che la cosmesi possa rappresentare un momento educativo e terapeutico, per imparare ad affrontare, superare e guarire dalle nostre insicurezze e dalle nostre “debolezze”, causate dall’aspetto estetico, così come le medicine ci guariscono nei momenti di cattiva salute.


In Gran Bretagna, troviamo, invece, Phyll Opoku-Gyimah, meglio conosciuta come Lady Phyll. È co-fondatrice, direttrice e, dal 1° gennaio 2024, amministratrice delegata di UK Black Pride, la più grande celebrazione del Pride a livello mondiale per chi, come lei, sperimenta una duplice discriminazione: da una parte, quella provocata dalla lesbofobia; dall’altra, quella scatenata dal razzismo. Questo Pride si tiene solitamente presso il Queen Elizabeth Olympic Park e vede radunarsi decine di migliaia di persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ di origine africana, asiatica, caraibica, latinoamericana e mediorientale.


Ultima, ma non per ordine di importanza è la scrittrice e tiktoker italiana Sara Fregosi. Oltre ai video di instagram e TikTok in cui affronta, con una certa ironia, cosa significhi essere una donna lesbica in Italia e quali siano i pregiudizi a riguardo, Sara ha pubblicato nel 2023 il suo primo romanzo Ho sempre amato troppo”. Il libro affronta le sfide dell’adolescenza e le fragilità amorose dei giovani nell’era dei social media, dove il corteggiamento si basa su superficiali interazioni online e dove, nonostante la connettività globale, le anime restano distanti, mascherate dietro una falsa immagine.



Ultime Riflessioni sulla Lesbian Visibility Week e la Comunità LGBTQIA+


A prescindere da quello che possa essere l’orientamento sessuale e l’identità di genere di ciascuno, credo fortemente che sostenere la causa sia di vitale importanza. Dobbiamo ricordarci che, prima di tutto, la comunità LGBTQIA+ è costituita da Persone che, in quanto tali, devono godere degli stessi diritti di chiunque altro e devono poter essere liberə di manifestare il proprio amore, anche se non si tratta della “tradizionale, canonica e religiosamente riconosciuta” eterosessualità.


Sostenere il lesbismo significa andare oltre gli stereotipi legati all'identità di genere, oltre tutte quelle erronee convinzioni che vedono le donne relegate ad una determinata visione, frutto di una società ancora troppo antica, ottusa e standardizzata. Vuol dire andare oltre quella prefissata idea secondo cui l'amore deve necessariamente essere definito etero o omosessuale, per iniziare a vedere l'amore come un sentimento libero ed universale che unisce e non divide le anime.



Domande Frequenti


Cos'è la Lesbian Visibility Week?


La Lesbian Visibility Week è un evento annuale che si svolge negli Stati Uniti e nel Regno Unito per aumentare la consapevolezza riguardo alle donne lesbiche e alle loro sfide. Iniziata nel 1990 a Los Angeles, la celebrazione ha ripreso vigore nel 2020 grazie agli sforzi di Linda Riley, editrice di DIVA Magazine, per promuovere una maggiore visibilità delle donne lesbiche oltre il solo International Lesbian Visibility Day.



Qual è l'obiettivo della Lesbian Visibility Week?


L'obiettivo principale della Lesbian Visibility Week è esaltare il potere della sorellanza e creare una grande famiglia inclusiva per persone di tutte le età e nazionalità, celebrando le vite delle donne lesbiche.



Come posso sostenere la Lesbian Visibility Week?


Per sostenere la Lesbian Visibility Week, puoi educare te stessə e gli altri sulla storia e le sfide della comunità lesbica, promuovere l'inclusione sul posto di lavoro, utilizzare i social media per diffondere messaggi positivi e combattere attivamente la discriminazione e l'omofobia.



Quali sono alcune iniziative durante la Lesbian Visibility Week?


Durante la Lesbian Visibility Week si organizzano piccole parate, raduni, articoli e post sui social media per aumentare la consapevolezza, normalizzare tutte le forme di amore e promuovere messaggi di solidarietà e inclusione.



Perché è importante la Lesbian Visibility Week?


La Lesbian Visibility Week è importante perché affronta l'omofobia e promuove l'accettazione e l'inclusione delle donne lesbiche, contribuendo a ridurre la discriminazione e aumentare la self-confidence attraverso la visibilità.



Come è rappresentata la comunità lesbica a livello mondiale?


La rappresentazione varia significativamente a seconda del paese, con alcuni luoghi come gli Stati Uniti che mostrano una maggiore accettazione, mentre altri come il Pakistan, dove l'omosessualità è illegale, presentano grandi sfide per la comunità LGBTQIA+.



Quali stereotipi affrontano le donne lesbiche?


Le donne lesbiche affrontano stereotipi come essere percepite come mascoline o non essere prese sul serio nella loro identità sessuale se appaiono femminili. Questi pregiudizi possono contribuire a una sorta di "invisibilità lesbica" nelle rappresentazioni sociali e mediatiche.


Come influisce il settore cosmetico sulla visibilità delle lesbiche?


Il settore cosmetico ha tentato di sostenere la comunità LGBTQIA+ con campagne di prodotti gender neutral, ma spesso queste iniziative sono viste come superficiali o guidate da motivi di mercato. Marchi come Non Gender Specific sono esempi di come un approccio autentico e inclusivo possa essere realizzato.



Chi sono alcune influencer e attiviste lesbiche di spicco?


Tra le influencer e attiviste lesbiche di spicco ci sono Kai Mata in Indonesia, The Lipstick Lesbians a New York, Lady Phyll in Gran Bretagna, e la scrittrice italiana Sara Fregosi, tutte impegnate a promuovere la consapevolezza e l'accettazione delle donne lesbiche.



Perché è fondamentale normalizzare l'amore lesbico?


Normalizzare l'amore lesbico è fondamentale perché consente a tutte le persone di essere trattate equamente e rispettosamente, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o identità di genere, promuovendo una società più inclusiva e accettante.

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